Quel ciuffetto d’erba

Insomma sabato vado a Roma a vedere Rocco giocare, a Tor di Quinto. Porto la cana. A bordo campo io faccio il tifo, lei si concentra su di un rigoglioso ciuffo d’erba. E sta lì che annusa e mastica e annusa e mastica e mastica e annusa. Ed è talmente concentrata che neanche si accorge che Rocco ci si avvicina.  

poi la partita finisce e i ragazzi si fanno la doccia e la cana gioca con tutti finché non ci accingiamo a partire  per tornare a casa. E la cana non vuole salire nel portabagagli. Mette su le zampe davanti e non muove quelle dietro. Allora io penso che stia facendo resistenza passiva e le tiro su le zampe dietro, per farla accomodare nel vano bagagli.

Torniamo all’Aquila ma lei non vuole mangiare. Io esco ma quando torno lei è rallentata, completamente. Ci mettiamo a letto e ci addormentiamo.

Poi torna Riccardo da Napoli, dove ha giocato a sua volta. E allora Ricardo decide di togliermi la cana dal mezzo ma lei non ce la fa a scendere dal letto, è confusa e trema. Un passo avanti e due indietro e non c’è verso di farla scendere. E allora Riccardo la solleva e la porta nel suo letto e lei trema come una fogliolina strapazzata dal vento. Ed è spaesata e guarda senza vedere ed è concentrata sull’infinito e trema e trema e non si ferma. E poi crolla e tutti con lei.

Ma poi si sveglia e trema più forte e ansima e sbava e sta male, cazzo. Sono le 5 del mattino ed io chiamo Rolando e alle 5.30 sono dal veterinario ma non da Rolando perché lui non e all’Aquila. Ma lei ad un tratto è normale ed e come se non le fosse successo nulla e allora facciamo un anti spasmo e ce ne torniamo a casa, senza una diagnosi. Alle sette meno un quarto del mattino, che poi sono le sei meno un quarto, ci rimettiamo a dormire. E lei trema di nuovo, ma tanto, nel sonno.

Ci alziamo che sono le undici meno venti  e lei non ce la fa, guarda di nuovo nell’infinito ma poi scende dal letto non senza aver prima colluttato con l’altezza. Conquista il giardino ed il sole e, al caldo, vegeta. Poi si alza ed è catatonica ma dopo un po’ chiede da mangiare. È di nuovo attiva e prova a correre anche con quell’andatura per niente convinta. Cammina come fosse ubriaca ed è sempre sbilenca sul posteriore, ma con dignità.

Poi andiamo al parco del sole e lei, lei che ogni cane è il suo, si siede sull’erba e saluta da ferma i cani che passano, scodinzolando compostamente. E poi torniamo a casa e lei non vuole mangiare e crolla, dorme e poi trema e poi dorme e poi prova a salire le scale che vanno al piano di sopra ma poi non le sa scendere. E poi scende in braccio a Riccardo e viene a mettersi nel letto da me.

E soffre e trema e piange e trema ed io non dormo ma ad una certa crollo e lei sale da Riccardo e dorme con lui. Poi è mattina e andiamo tutti per le nostre strade e Uma da mia madre, dopo aver tremato tutta la notte. E allora chiedo a Rolando di portarsela all’ambulatorio e lui la prende e poi, ma molto poi, dopo averla a lungo osservata, attende il mio arrivo e la visita. E fa domande su domande e la dinamica e gli orari e le fasi e intervalli e le reazioni e la normalità e i tremori e il respiro corto e lo sguardo nel vuoto, la deambulazione incerta, l’incomprensione dello spazio e la salivazione esagerata.

E allora deduce che la Cana, mentre era lì a Tor di Quinto che cercava nel ciuffo d’erba, che cercava e masticava e annusava e masticava e annusava e cercava, aveva trovato un mozzicone di canna di hashish e, beatamente, se lo era ingoiato. Ché i cani, si sa, ingoiano sano.

Ora la mia cana ha smaltito e sta alla grande ma io ho pianto per due notti, temendo un danno neurologico o non so cosa. Lei si chiama Uma perché i miei figli adorano Kill Bill. Pulp Fiction sarebbe stato più calzante ma Roberto Biondi, l’ha ribattezzata Fuma. E Fuma sia. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

vivere in centro e altre storie

la resistenza a piccole dosi

I miei borghi

I borghi italiani in mostra

libris in fabula

Un bambino che legge sarà un adulto felice

Carmilla on line

letteratura, immaginario e cultura di opposizione

vibrisse, bollettino

di letture e scritture a cura di giulio mozzi

LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri

la resistenza a piccole dosi

Lipperatura di Loredana Lipperini

la resistenza a piccole dosi

Ars Ventis

Festival d'arte itinerante

MOTASEMPER PRESS

Catturando pensieri in movimento

vivere in centro e altre storie

la resistenza a piccole dosi

I miei borghi

I borghi italiani in mostra

libris in fabula

Un bambino che legge sarà un adulto felice

Carmilla on line

letteratura, immaginario e cultura di opposizione

vibrisse, bollettino

di letture e scritture a cura di giulio mozzi

LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri

la resistenza a piccole dosi

Lipperatura di Loredana Lipperini

la resistenza a piccole dosi

Ars Ventis

Festival d'arte itinerante

MOTASEMPER PRESS

Catturando pensieri in movimento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: