ELABORAZIONE DI UN RICORDO

C’era una crema per il viso, la Nutrix, un tubo bianco da 125 ml, col tappo grigio e la scritta bianca Lancome tutta intorno. Ce n’era anche un formato più piccolo, da 75 ml, ma mia madre comprava sempre il tubo grande.

Nutrix, non Nutrix Royal, quella che si trova ora.

Era solita comprarla alla profumeria Castellani, sotto i portici.
Buongiorno Gianfranco.
Il solito?
Il solito, sì.
Un fondotinta non lo vogliamo provare, signora?
No Gianfranco, grazie, lo sa che io metto solo la crema. Non mi piace la mia faccia truccata, la trovo volgare.
Castellani non insisteva ed incartava, come fosse un regalo, la scatola rettangolare bianca con la scritta grigia contenente il tubo di Nutrix, avvolta nel cellophane. Un pacchetto perfetto, nella sua carta verdone con le scritte oro, se ricordo bene.

Tutto era perfetto in quella profumeria: l’arredamento retrò, le luci, le confezioni accattivanti dei prodotti, il profumo intenso che sprigionavano quelle boccette, una diversa dall’altra, insieme capaci di generare un senso immediato di benessere.

Michela andiamo, su!
Ma mamma, è il 5 gennaio, ci sono le bancarelle e fa un freddo cane; non ho voglia di uscire. Dove dobbiamo andare?
Sta per finirmi la crema.
Ma dove la lasciamo la macchina?
Andiamo a piedi, così ci scaldiamo pure.
Ma fino a Castellani?
Certo!
Ma non puoi prenderla domani?
No, andiamo oggi.
Tre chilometri ad andare e tre a tornare, per non correre il rischio di restare senza crema. E la città ingolfata di gente, come tutti gli anni, alla fiera dell’Epifania.
Attenta alla borsa, tienila stretta, è pieno di borseggiatori.
Quando entrammo in profumeria, ci sembrò il paradiso. Gianfranco, dalla porta a vetri, guardava fuori, le mani in tasca. Quando ci vide arrivare, ci accolse con la consueta galanteria.
Buona sera signore, accomodatevi pure!
Oddio Gianfranco, non può capire quanta gente c’è là fuori!
Lo vedo, lo vedo. E mi fa anche un po’ paura. Metta che uno si sente male, dove scappa? Ogni anno mi riprometto di chiudere il giorno della fiera e poi non lo faccio mai.
E non lo faccia! Perché se poi io vengo e trovo chiuso, dove vado a comprare la mia crema?

La metteva di mattina, prima di andare al lavoro e di sera, prima di andare a letto.
Quando poi si lavava i denti, durante il giorno, ne prendeva una puntina con l’indice della mando destra e la picchiettava sul contorno labbra, fino a farla assorbire del tutto.

Gesù quanto puzza sta crema! Imprecava mio padre tutte le sante sere, imboccando la porta della camera da letto. Se ne mettesse poca, almeno. Mi sembra di dormire con Nefertiti. Mica lo capisce che mi dà un fastidio tremendo!
Ogni sera una discussione per la crema o meglio un discorso a senso unico, quello di mio padre, che mia madre non si era mai presa la briga di ascoltare.
È l’unica crema che posso mettere, Francesco! Le altre mi danno prurito e mi seccano la pelle. Possibile che dopo vent’anni ancora non ti abitui al suo profumo?
Anna Mari’ non profuma, puzza.

Vent’anni e oltre di fedeltà assoluta alla Nutrix che, nel tempo, era diventata anche la crema di mia nonna e la mia. Obtorto collo.
È vero, era una crema molto nutriente ma ungeva e se non la si faceva assorbire per bene, si rischiava di uscire di casa con la faccia unta. E poi aveva ragione mio padre, non è che profumasse poi tanto.

Devi dire alla signora, mi suggerì un giorno Castellani, che se la sera mette la Nutrix alle mani e poi indossa i guanti per fare i piatti, il giorno dopo ha una pelle liscissima.
Così capitava che mamma, a volte, dormisse anche con i guanti di gomma, per la gioia smisurata di mio padre che vedeva confermata la sua sensazione di dormire al fianco di una mummia.

Un pomeriggio, poi, mamma tornò a casa con tre tubi di crema per una spesa di oltre 200mila lire.
Ma ti sei impazzita, ma’?
Ha detto Castellani che la Nutrix è uscita fuori produzione e che, finite le scorte, non se ne troverà più.
Panico.
Finirono i tre tubi ma nel frattempo mio padre aveva saccheggiato le profumerie di Roma e ne aveva racimolati degli altri. Finirono anche quelli e mia madre fu costretta a rassegnarsi.
Provò non so quante creme ma nessuna poteva reggere il confronto.
Guarda che pelle, mannaggia!
Ma che dici, sembri di seta!

Finché un giorno, tornò a casa con una crema presa in farmacia, molto nutriente e per niente costosa. Profumata, perfino.
Provala anche tu, è davvero buona.
No, grazie.

Di crema in crema, se ne è andato prima mio padre e poi mia madre.
Ed io ho iniziato a guardare la mia faccia con occhi diversi, cercando nuove rughe; trovandole perfino ed accogliendole con sollievo. Fortuna che ci sono, mi ricordano quanto ho costruito, le mie battaglie, il mio coraggio.

Poco più di un mese dopo la morte di mamma, mentre mi perdevo tra le sue cose, ho trovato un campioncino di Nutrix fermo agli anni 80. Chissà se la trovo su Amazon?
La Nutrix, non la Nutrix Royal. Eccolo qui, il tubo da 75 ml, provenienza UK, prezzo 49.90€. Ricevilo tra il 22 ottobre ed il 19 novembre.
Cacchio un mese. Ma non era uscita fuori produzione? Ok, la prendo comunque.

È arrivata il 18 novembre e, questa mattina, l’ho aperta. È rimasta tutta la settimana sulla mia toletta, nel suo cellophane trasparente, stessa scatola, stessi colori.
Con l’unghia del pollice ho sollevato la pellicola rigida, senza romperla. Poi ho aperto la scatola e finalmente il tubo di crema è venuto fuori. L’ho osservato per un po’ e poi ho girato il tappo.
Dal piccolo orifizio è uscito prima un liquido grasso giallastro, sintomo che la crema è datata e, ad una leggera pressione delle dita sul tubo, è uscita poi la crema bianca e semisolida come la ricordavo.
Identico anche il profumo o la puzza, come avrebbe detto mio padre. Fortuna che quando è uscita fuori produzione, Amazon non esisteva ancora, mi sono detta.

Mi sono seduta davanti allo specchio e ho iniziato a riprodurre tutti i movimenti acquisiti inconsciamente da piccola quando mi chiudevo in bagno con mia madre, picchiettando con le dita il contorno occhi ed il contorno labbra e spalmando la crema energicamente dal mento verso l’orecchio, con entrambe le mani, alternandole l’una all’altra.

Poi mi sono fermata un attimo a riflettere la mia faccia. Sono un mix dei miei genitori, è proprio vero.
Dalla punta del naso in su, ritrovo mia madre; dalla punta del naso in giù, vedo nitidamente mio padre.

Ma la bellezza di mia madre, difficilmente potrò raggiungerla. Neanche con la Nutrix che continuerò a mettere ogni qualvolta sentirò la necessità di tornare a guardarmi con occhi di figlia.

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