Co sta pioggia

Ci sono dei giorni, tipo oggi, in cui inizio a fare mille cose pur di impegnare il tempo. Senza, ovviamente, portarne a termine neanche una. Fuori piove ma tanto che importa. Non si può uscire, ancora. Le strade sono vuote e le case sono piene. Intere famiglie che nell’arco di un mese hanno vissuto più tempo insieme di quanto gliene proponga una vita intera. Un tempo forzato che non lascia spazio alla fantasia.

Eppure la noia dovrebbe essere amica dell’ingegno. Non sempre. Almeno non quando fuori piove e dentro tuo figlio gioca alla play station urlando con gli amici mentre l’altro figlio insiste di voler prendere il suo posto. E il cane abbaia così forte che il cervello si sbriciola come le fette biscottate.

Ok, ora leggo. Ci provo, almeno. Mi allontano dalle urla dei ragazzi e mi chiudo in camera da letto. Prendo il libro tra le mani, lo accarezzo, ne sent0 l’odore, lo sfoglio come fosse un album di figurine ma non c’è neanche un’immagine. Non lo so, non ha niente da dirmi neanche il libro.

Oh cacchio, ho lasciato i panni bagnati nella lavatrice! Non fa niente, li stendo dopo. Ma sicuramente me ne dimenticherò e domani mi toccherà lavarli di nuovo con l’ammorbidente per eliminare l’odore dell’umidità che avranno raccolto durante tutta una giornata ed una notte chiusi dentro il cestello. Io odio stendere i panni e ancor di più odio raccoglierli dallo stendino e piegarli. Di stirarli neanche a pensarlo. Più lo odio e più mi tocca farlo. E nonostante non abbia niente da fare, comunque io i panni oggi non li stendo. Non mi va.

Potrei fare un dolce. Un altro dolce, ne avrò fatti una quindicina da quando siamo tutti a casa. Magari una crostata alla crema oppure un tiramisù oppure una zuppa inglese oppure…No, niente dolci ché poi me li mangio tutti e se continuo di questo passo non potrò uscire neanche quando sarà concesso perché non entrerò manco nella tuta da ginnastica.

Dice, fai sport in casa. Mi sono stancata anche di quello. Ho avuto costanza fino a ieri e mi è anche piaciuto. Poi ha iniziato a piovere e ho perso tutte le motivazioni, goccia a goccia. Si sono lavate dalla mia testa sempre allegra ma che quando decide di essere triste diventa la testa di qualcun altro. Non mi riconosco quando sto così, mi odio, persino.

Ok, comprerò una cyclette o forse una spin bike on line. Più facile trovare l’acqua nel deserto. No, non mi piace questo paragone. Più facile trovare l’erba nel mio giardino; non ne è rimasto un filo, solo terra. Quasi quasi lo copro con un bel parquet da esterni e metto un paio di vasi di piante, almeno è sempre in ordine e il cane non sporca più. Chissà quando potrò sistemarlo.

Sì, bene: ho trovato una nuova dimensione al giardino. Ora tocca a me, però: leggere no, stendere i panni no, fare un dolce no, ginnastica neanche a parlarne. Potrei levarmi il pigiama e darmi una sistemata ai capelli; potrei farmi la tinta visto che ho due dita di ricrescita oppure farmi una bella manicure visto che ho un’unghia diversa dall’altra.

Potrei, se solo fuori non piovesse. – Ciao, come stai? – Uh, lascia perdere, oggi una schifezza! – Pure tu? –  Sì, guarda, sarà sta pioggia. – Va bene, ci sentiamo, allora. – Ma già riattacchi?  – Sì, sì, che già sto accorata; ti ci metti pure tu! – Ma guarda che se stata tu a telefonarmi, eh! – Sì ma, per una volta, speravo che avessi qualcosa tu da raccontarmi. – Ah, certo, con tutto sto da fare! Chissà che ti racconto? Non parlo neanche più con mio marito. Capirai, ci siamo mandati gli auguri di Pasqua via whatsapp! – Ok dai, ti chiamo domani, magari c’ è il sole. – Meglio che scrivi, va.

Che poi, pure se decidessi di portare il cane a fare il solito giro rasente l’aggregato, non potrei; ché il cane con la pioggia si rifiuta di uscire. Ah, però oggi hanno riaperto le librerie! Potrei arrivare a piedi da Colacchi. Metto l’incerata e mi incammino. Sì certo, la zia brutta di Greta Thumberg.

Quasi quasi lancio un appello sui social: a chi mi suggerisce come svoltare il giorno di pioggia in quarantena, alla proposta più allegra, preparo un bel dolce o del pane o una pizza o un mio quadro.

Ovviamente, sole permettendo. E comunque non mi prenderei così tanto sul serio. Co sta pioggia!

 

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