Giro in giro

Stavolta scelgo io. Va bene, amore.

Stasera mi va il salmone; il pollo basta, dopo un po’, stufa.

Dove mi porti? Su, dimmelo

Un filetto, grazie.

Allora?

Allora andiamo a Monaco.

Ma a Monaco non ci sono i trabocchi!

Ti ho detto che sarei voluto tornarci!

Si sì, va benissimo, ci mancherebbe!

Come lo fa, al forno o in padella?

Alla griglia, grazie.

La cena sul trabocco, pensavo, neanche stavolta.

Antonio non toccare!

Chi è Antonio?

Quel bambino che tocca tutte le macchinine in vendita in quello store davanti al gate.

Marta prendi Antonio e andiamo che parte l’aereo. Antonio si imbarca con la macchinina tra le mani, rubata. Il padre non dice niente.

Guarda amore, Lino Banfi!

Chissà dove va? A Parigi, si direbbe.

Ho prenotato in un ristorante di pesce pazzesco.

Ah, quindi, i würstel ce li pappiamo a colazione!

La Germania la riconosci dall’aereo, è tutto in ordine. Appena scendo faccio la pipì, penso dall’oblò.

I bagni dell’aeroporto sembrano appena usciti dalla lavastoviglie.

Lasciamo le borse in albergo e andiamo a farci una birra, va bene?

Ok, giusto una.

A Monaco è perennemente l’oktoberfest.

Sediamoci su questa panca. È libera? Sì, prego!

Due litri di birra e maiale al forno con i crauti.

Sì però, lo strudel!

A Monaco i menù sono scritti solo in tedesco. Allora prendi una cosa a culo perché non ci sono neanche le foto e non te ne tiene di andare su google traslate perché fa caldo e la birra sta lavorando.

Uno strudel di mele con gelato.

Da bere?

Uno spritz, c’è solo quello. Mi fa pure schifo.

Cameriere simpatico come la sabbia nelle mutande. Forse ci sta sgridando e noi gli diciamo che è uno stronzo, sorridendo.

Andiamo a riposare? Sono le 17, siamo in giro da stamattina alle 7.

Ok, però più tardi usciamo.

Sì, amore.

Ci svegliamo alle 8 del giorno dopo.

Dai, alziamoci. La colazione in albergo è un momento mistico. Stai venti minuti in adorazione a guardare tutte quelle cose pazzesche e ci impieghi due secondi a riempire il piatto di più roba possibile, manco ti accingessi ad una carestia. Inizi col salato, uova e salmone affumicato e poi ti fai un paio di panini integrali alla marmellata di colore rosso di cui non individuerai mai il sapore. Ah, c’è la frutta! Due banane.

In vacanza la fame vince.

Però a pranzo non mangiamo, eh!

Per carità!

Disdici pure il ristorante di pesce perché stasera neanche ceniamo.

Ok, ok.

In bici nel parco c’è il rischio che ti ritrovi a Berlino. Pedali fino allo sfinimento.

Quel lago non l’abbiamo già visto?

No, è un altro.

Ah!

Oddio ma dove vanno quelli col surf?

A surfare sul fiume.

Ah!

Ti giri un attimo e sulla sinistra c’hai una distesa di gente in costume che gioca a palla a volo, prende il sole, tiene i piedi a mollo. Pure le vecchiette nude, ci stanno. Tutto normale, tutto libero. I cani sciolti a carovane. Per terra, neanche una cacca.

Sta birra scende che è una bellezza.

Si però io non mangio, eh.

Ok, solo un pezzetto di brezel.

Prendine un altro, va. E cerca su google un posto dove fanno gli strudel che non sia quello di ieri che mi stanno sui maroni.

Abbiamo detto che stasera non si cena, eh?

Ok. Due strudel di mele col gelato. Va bene anche al posto di ieri che è vicino all’albergo e poi ci riposiamo visto che sono 35 gradi e ci siamo fatti tutta la mattina in bici.

Riposino e di nuovo in bici. Sempre al parco.

Scendete dalla bici e proseguite un tratto a piedi!

La polizia è dappertutto per il G7 e parla inglese perfettamente. Scopriamo che siamo a duecento metri da Draghi e gli amici suoi.

Dobbiamo lasciare le bici in una stazione apposita.

Dov’è?

A due passi dall’albergo.

Che è sta musica? Io ho sete, facciamoci una birra e poi andiamo a dormire.

Va bene. Due stinchi di maiale al forno, grazie!

Alle 21.30 è ancora giorno pieno. Satolli, andiamo a dormire. A mezzanotte passa la banda sotto l’albergo. Ammazza sto maiale quanto era pesante! O forse è il tiramisù alle fragole. O forse le birre. Ma è la banda.

Facciamo colazione e subito in aeroporto.

Stamattina solo pane coi semini e marmellata.

Io mi sparo un würstel, assaggia!

Ma che sei matto?

Manco sotto minaccia.

Però un panino con lo speck pure ci sta bene. E una banana.

Fortuna che i cessi dell’aeroporto sono pulitissimi.

In aereo becchi certa gente che a dar retta al Lombroso…Il pilota deve essere bavarese: ha la stola di pelliccia bianca sul sedile. Si vede che in cabina tiene a meno cinque.

Che poi, le istruzioni delle hostess in caso di catastrofe, le sente qualcuno? A Roma sono 38 gradi.

E, comunque, a Fiumicino i cessi scaricano quando gli pare.

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