Altre storie. Di un evaso e del rap.

"Hey baby come va Non è che comunichiamo molto Non so nemmeno la tua età Ma è strano E’ come se scrivessi un testo adesso Dico che spacca ma non so neanche come fa..." Non so' neanche le sette e questi ricominciano col rap. Io non ce la faccio. Non ce la faccio a passare... Continue Reading →

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Altre storie. Cose che capitano.

Non torno mai a casa per la strada più breve. A volte faccio finta di perdere l'orientamento e la cosa mi dà sollievo. Mi piace pensare di perdermi sperando di non essere ritrovata e di apparire, poi, non importa come, al cospetto dei miei, nel momento in cui hanno perso ogni più remota speranza di... Continue Reading →

Giorno 122

Adesso c’è questo mood dei residenti del centro storico che si lamentano dei disagi, dell’anarchia che vige indisturbata. Tutto vero, non posso negarlo. “Siamo rientrati e non possiamo neanche uscire di casa” La polvere. Le polveri. I martelli pneumatici dalla mattina alle sette; i camion uno dietro l’altro ma anche uno sopra l’altro e comunque... Continue Reading →

Giorno 142

Vivere in centro è rientrare a casa di corsa, buttarsi sotto la doccia, insaponarsi dalla testa ai piedi, avvertire un clacson in lontananza. Vivere in centro è fischiettare sotto la doccia tutta insaponata, strofinarsi il guanto di crine dappertutto, sentire il clacson più vicino ed insistente. Vivere in centro è convincersi che la tua macchina... Continue Reading →

Giorno 126

Vivere in centro è svegliarsi la mattina di soprassalto che pensi "IL TERREMOTOOOOOCAZZOCAZZOCAZZO" e realizzare, con uno scoiattolo in gola, che sta solo transitando sotto casa tua una ruspa di 600 tonnellate costruita su Marte con i cingoli pure sul volante guidata con il mignolo da un energumeno in canottiera ed occhiali a specchio. Vivere... Continue Reading →

Giorno 147

    Che poi c'è sto cane, no, che mi parte più o meno dal Boss e mi arriva sotto casa, borbottando severamente, che ho capito che c'è la super luna ma so' pure le 4.34 del mattino ed io non so manco se sta incazzato per la qualunque oppure mi arriva una schicchera sotto... Continue Reading →

Giorno 328

Ogni volta che passavo davanti a questa casa, rallentavo per osservarla. Mi piaceva da morire da prima che guidassi quando a volte, di domenica, costringevo mio padre a portarmi a vederla. Mi piaceva che fosse dietro ad un cancello, protetta e distante, bianca e fiera, con il suo cortile e le sue piante monumentali. Mi... Continue Reading →

Giorno 329

    Il sole imbocca da basso Via Garibaldi. L’aria è arancione e subito si percepisce che, finalmente, sarà una giornata calda. È sabato mattina e per strada si coglie già una certa lentezza persino negli operai che camminano in mezzo e si scansano all’ultimo momento. Vanno al bar all’angolo, lo Spritz, a fare colazione,... Continue Reading →

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