Giorno 526

Il quotidiano tripudio di sensi vietati per rientrare, drasticamente interrotto dall'istituzione di un senso alternato che in men che non si dica produce, davanti casa, lo stesso passaggio di macchine che c'è sulla tangenziale di Napoli alle otto del mattino. Pretendo, quantomeno, una rotonda a Piazza Chiarino.

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Atre storie. Di Padre Sabatino e i gatti.

Quando nella piazza antistante la basilica del Paese di Sotto, l'odore di cucina si faceva più intenso dello scarico dei motorini, in quel preciso istante capivo che Padre Sabatino stava preparando il pranzo. Bastava chiudessi gli occhi che riuscivo persino a sentire il profumo di casa, della domenica, quando mia madre avviava il sugo a... Continue Reading →

Giorno 521

  Ore 7.41. Conquista della doccia. Ore 7.41 e qualcosa. Camion strombazza con delicatezza alcuna Ore 7.41 e qualcosa in più. Dalla doccia: “Roccoooooooooooooooo, scendi a vedere se la macchina dà fastidio.” Ore 7.43. Rocco: “La nostra macchina è ok, dà fastidio una Panda azzurra.” Ore 7.43 e qualcosa. Dolorosa interruzione della doccia. Camion riprende... Continue Reading →

Altre storie. Cose che capitano.

Non torno mai a casa per la strada più breve. A volte faccio finta di perdere l'orientamento e la cosa mi dà sollievo. Mi piace pensare di perdermi sperando di non essere ritrovata e di apparire, poi, non importa come, al cospetto dei miei, nel momento in cui hanno perso ogni più remota speranza di... Continue Reading →

Giorno 122

Adesso c’è questo mood dei residenti del centro storico che si lamentano dei disagi, dell’anarchia che vige indisturbata. Tutto vero, non posso negarlo. “Siamo rientrati e non possiamo neanche uscire di casa” La polvere. Le polveri. I martelli pneumatici dalla mattina alle sette; i camion uno dietro l’altro ma anche uno sopra l’altro e comunque... Continue Reading →

Giorno 142

Vivere in centro è rientrare a casa di corsa, buttarsi sotto la doccia, insaponarsi dalla testa ai piedi, avvertire un clacson in lontananza. Vivere in centro è fischiettare sotto la doccia tutta insaponata, strofinarsi il guanto di crine dappertutto, sentire il clacson più vicino ed insistente. Vivere in centro è convincersi che la tua macchina... Continue Reading →

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